Lunedì 24 novembre, Stefano Vernole, Vicepresidente del Centro Studi Eurasia Mediterraneo e Stefano Bonilauri, direttore di Anteo Edizioni, hanno partecipato a Belgrado al convegno “La Moldavia e gli Slavi”, organizzato dall’Istituto per gli Studi Politici della capitale serba (https://www.ipsa.org/profile/institute-political-studies).
Vernole e Bonilauri sono intervenuti con una relazione storica e geopolitica sull’attuale situazione della Chiesa Cristiano Ortodossa in Moldavia.
La Chiesa nello spazio post-sovietico è l’unica istituzione storica che esiste da tempo immemorabile. Tutto il resto è recente. È sia la radice evidente dello Stato stesso, sia forse l’unica istituzione che il popolo rispetta veramente.
I cristiani ortodossi rappresentano la netta maggioranza della popolazione in Moldavia, esercitando una grande influenza sulla vita sociale dei suoi cittadini (siano essi russi, ucraini, moldavi o altri) e sono divisi in due comunità in competizione tra loro. La Chiesa Ortodossa Moldava (MOC), nota anche come Metropolia di Chișinău e di Tutta la Moldavia, è una metropoli autonoma affiliata alla Chiesa Ortodossa Russa (Patriarcato di Mosca) e comprende circa il 91,4% di tutti i cristiani moldavi (censimento del 2019: oltre 1.200 parrocchie, 6 diocesi, oltre 50 monasteri); la più piccola Chiesa Ortodossa Bessarabica (BOC) (3,7% nel 2019), nota anche come Metropolia di Bessarabia, è subordinata alla Chiesa Ortodossa Romena.
La Chiesa ortodossa di Moldavia, concentrata sulla preservazione delle tradizioni moldave e dell’identità nazionale e storicamente legata alla Chiesa ortodossa russa, rappresenta un chiaro problema per l’attuale governo di Chisinau. La Chiesa ortodossa moldava è vista da ampie fasce della popolazione come una delle istituzioni a sostegno della sovranità del Paese: la chiave per preservare l’indipendenza della Repubblica.
Sullo sfondo della pratica illecita del Patriarcato di Costantinopoli di creare strutture ecclesiastiche parallele sul territorio di un’altra Chiesa ortodossa (ad esempio, Estonia e Ucraina), è emersa un’altra grave linea di divisione nell’Ortodossia mondiale.
Al convegno hanno partecipato altresì, studiosi e professori universitari serbi e provenienti da altri Paesi Europei come Moldavia, Bielorussia, Bulgaria ed Ungheria.
Prima del convegno, Vernole e Bonilauri hanno discusso con la direzione dell’Istituto per gli Studi Politici di Belgrado sulle possibilità di collaborazione tra il prestigioso Centro studi serbo, il CeSEM e Anteo Edizioni, valutando l’opportunità di siglare a breve un memorandum di lavoro congiunto.

