A cura di Giampiero Braida per Artverkaro
Ultimamente ho avuto il grande piacere di intervistare lo studioso e professore universitario Lorenzo Maria Pacini sulla sua ultima uscita per Anteo Edizioni: “Myanmar. Nella Terra Dorata”. In tale scritto il professor Pacini si è prodigato nello studio di uno degli Stati più controversi e poco conosciuti del mondo e dell’Asia, ma che in realtà nasconde una storia millenaria e una cultura imponente. Come spiegherà poi lui nel corso del video, il Myanmar si forgia nella tradizione spirituale buddhista, in particolare in quella del tipo theravada, mantenendo una continuità storica che arriva fino ai giorni nostri, nonostante il periodo del colonialismo britannico. Il Myanmar vivrà così poi la fase della decolonizzazione tipica dei Paesi dell’epoca appartenenti al cosiddetto ex “Terzo Mondo” e impugnerà la strada del socialismo (la via birmana al socialismo) contraddistinta da un adattamento alle caratteristiche nazionali, fondendo in maniera creativa marxismo e buddhismo. Oggi, nonostante le difficoltà nello scenario regionale, il Myanmar continua a mantenere intatta la sua storia, la sua cultura e persino certi aspetti politico-sociali riconducibili al socialismo etico d’ispirazione buddista. Un Paese ancora oggi che risulta sconosciuto o poco interessante per molti è in realtà una realtà geopolitica sempre più importante, essendo membro dell’ASEAN e incastonato tra due grandi poli come quello cinese e quello indiano, di cui comunque risente l’influenza. Per la sua ricchezza mineraria, oggi sempre più importante, non si esita a definirlo come un prossimo “Heartland” del sud-est asiatico, che acquisterà sempre più importanza nel contesto delle dinamiche commerciali e geoeconomiche mondiali. Il libro, disponibile già online sul sito dell’Anteo Edizioni, contiene pure la prefazione del Ministro dell’Informazione dell’Unione del Myanmar U Maung Maung Ohn. Come SOCIT e Artverkaro ringraziamo il professor Pacini per essersi reso disponibile in questa intervista, che consigliamo a tutto il nostro pubblico di visionare.

