LA DIFESA DELLA FEDE ORTODOSSA IN MONTENEGRO

Il possibile cambiamento geopolitico nei Balcani

13,00

Autore

Stefano Vernole

Collaboratori

Pagine

158

Anno

2020

ISBN

9788898444625

Collana

L’Ortodossia rimane oggi un fattore geopolitico di primaria importanza nelle vicende storiche dei Balcani. Una delle ragioni che condussero al conflitto degli anni Novanta nella ex Jugoslavia e al primo intervento militare della NATO in Europa è proprio il legame identitario tra due nazioni cristiano-ortodosse, la Serbia e la Russia. Si bombardò Belgrado per mandare un avvertimento a Mosca, l’allargamento dell’Alleanza Atlantica verso oriente non doveva essere fermato. Pur stremato da decenni di lotte che lo hanno visto quasi sempre dalla parte dei “perdenti”, il popolo serbo trovò ancora nel 2008 la forza di rialzarsi per protestare contro l’autoproclamazione d’indipendenza del Kosovo e Metohija, la sua “patria interiore” temporaneamente occupata dalle forze straniere. A quasi tutti gli osservatori quello sembrò l’ultimo moto di ribellione, capace comunque di determinare un significativo cambiamento nella Costituzione della Serbia: giuridicamente la “Terra dei Merli” continuava a rimanere parte integrante della nazione. Ecco così spiegata la sorpresa, il silenzio mediatico e l’incomprensione di quanto sta accadendo nel 2020 in Montenegro; centinaia di migliaia di persone, ogni settimana nelle serate di giovedì e di domenica, marciano compatte nelle strade di Podgorica e delle principali città del Paese, per la riaffermazione di un principio essenziale: “I luoghi sacri non devono essere toccati”. Motivo scatenante della protesta, la “Legge sulla libertà religiosa e lo statuto delle comunità religiose” voluta a tutti i costi dal padre-padrone del Montenegro, Milo Djukanovic, che sfugge alle maglie della giustizia internazionale ormai da 20 anni grazie alla protezione dei suoi burattinai atlantici. Un passo falso che non solo mette a rischio la tenuta del suo regime personalistico ma che potrebbe innescare dinamiche di cambiamento geopolitiche ben più ampie in tutta la regione, se solo si pensa che contemporaneamente alla crisi del Crna Gora assistiamo alla volontà emancipatrice della Repubblica Serba di Bosnia e alla ridefinizione strategica della Macedonia. La conferma, ancora una volta, che “i Balcani producono più storia di quanta ne possano contenere”.

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